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SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, è il sistema di accesso che consente di utilizzare, con un'identità digitale unica, i servizi online della Pubblica Amministrazione e dei privati accreditati. Se sei già in possesso di un'identità digitale, accedi con le credenziali del tuo gestore. Se non hai ancora un'identità digitale, richiedila ad uno dei gestori.
La Carta Nazionale Sanitaria (CNS) è il documento personale che attesta l'identità del cittadino. Dotata di microprocessore, oltre a comprovare l'identità personale, permette l'accesso ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione.
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16/09/2026
News
16/09/2026
COMUNICAZIONE DI SERVIZIO: AVVISO MANUTENZIONE PROGRAMMATA / SERVICE ANNOUNCEMENT: SCHEDULED MAINTENANCE
16/09/2026 - Si avvisano gli utenti che i giorni 24 e 25 Ottobre 2026 potrebbe verificarsi la temporanea irraggiungibilità della piattaforma a causa di attività di aggiornamento infrastrutturali volte a migliorare le prestazioni di sistema.Ci scusiamo per il disagio.Please note that the platform may experience temporary disruptions on October 24 and 25, 2026, due to infrastructure updates designed to enhance system performance.We apologize for any inconvenience....
16/09/2026 - Si avvisano gli utenti che i giorni 24 e 25 Ottobre 2026 potrebbe verificarsi la temporanea irraggiungibilità della piattaforma a causa di attività di aggiornamento infrastrutturali volte a migliorare le prestazioni di sistema.Ci scusiamo per il disagio.Please note that the platform may experience temporary disruptions on October 24 and 25, 2026, due to infrastructure updates designed to enhance system performance.We apologize for any inconvenience....
Regulatory updates
Infrastrutture pubbliche digitali: l’Italia aderisce a 50-in-5, nessun nuovo...
IN SINTESI L’Italia, tramite AgID, ha aderito alla campagna globale 50-in-5, che sostiene i Paesi nello sviluppo di infrastrutture pubbliche digitali sicure, inclusive e interoperabili. L’annuncio è del 21 settembre 2026 a New York, a margine dell’81ª Assemblea Generale ONU. L’adesione è un impegno di cooperazione e scambio di buone pratiche: non introduce nuovi obblighi per stazioni appaltanti e operatori economici. Resta rilevante per il procurement, perché piattaforme come la PDND sono già parte del ciclo di vita digitale dei contratti pubblici disciplinato dal d.lgs. 36/2023, in particolare per FVOE e BDNCP. L’adesione a 50-in-5: cosa ha annunciato l’Italia L’annuncio è stato dato durante la cerimonia dei 50-in-5 Awards, a margine dell’Assemblea Generale ONU a New York, e valorizza SPID, CIE, PDND e IT-Wallet. 50-in-5 è una camp...
IN SINTESI L’Italia, tramite AgID, ha aderito alla campagna globale 50-in-5, che sostiene i Paesi nello sviluppo di infrastrutture pubbliche digitali sicure, inclusive e interoperabili. L’annuncio è del 21 settembre 2026 a New York, a margine dell’81ª Assemblea Generale ONU. L’adesione è un impegno di cooperazione e scambio di buone pratiche: non introduce nuovi obblighi per stazioni appaltanti e operatori economici. Resta rilevante per il procurement, perché piattaforme come la PDND sono già parte del ciclo di vita digitale dei contratti pubblici disciplinato dal d.lgs. 36/2023, in particolare per FVOE e BDNCP. L’adesione a 50-in-5: cosa ha annunciato l’Italia L’annuncio è stato dato durante la cerimonia dei 50-in-5 Awards, a margine dell’Assemblea Generale ONU a New York, e valorizza SPID, CIE, PDND e IT-Wallet. 50-in-5 è una camp...
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IN SINTESI Il servizio di ricovero cani ad alta intensità di manodopera va affidato con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (OEPV), individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo. Lo afferma il TAR Abruzzo, L’Aquila, Sez. I, con la sentenza 19 settembre 2026, n. 622, che qualifica come servizio ad alta intensità di manodopera la custodia, il ricovero, il mantenimento e la cura dei cani randagi. Secondo il Collegio, l’art. 108, comma 2, lett. a), del D.Lgs. 36/2023 ha carattere imperativo e non ammette deroghe discrezionali. Il criterio del prezzo più basso è quindi escluso, anche in considerazione delle esigenze di tutela del benessere animale. Ricovero cani ad alta intensità di manodopera: il principio affermato dal TAR Abruzzo Il principio: il servizio di custodia, ricovero, mantenimento e cura dei cani randagi rientra “pa...
IN SINTESI Il servizio di ricovero cani ad alta intensità di manodopera va affidato con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (OEPV), individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo. Lo afferma il TAR Abruzzo, L’Aquila, Sez. I, con la sentenza 19 settembre 2026, n. 622, che qualifica come servizio ad alta intensità di manodopera la custodia, il ricovero, il mantenimento e la cura dei cani randagi. Secondo il Collegio, l’art. 108, comma 2, lett. a), del D.Lgs. 36/2023 ha carattere imperativo e non ammette deroghe discrezionali. Il criterio del prezzo più basso è quindi escluso, anche in considerazione delle esigenze di tutela del benessere animale. Ricovero cani ad alta intensità di manodopera: il principio affermato dal TAR Abruzzo Il principio: il servizio di custodia, ricovero, mantenimento e cura dei cani randagi rientra “pa...
Capitolato informativo in cerca d’autore: requisiti informativi, responsabilità...
Capitolato informativo in cerca d’autore Un capitolato informativo può essere formalmente completo e, allo stesso tempo, non comunicare davvero che cosa la stazione appaltante ha bisogno di sapere. È da qui che nasce il titolo di questo articolo. Nei Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello i personaggi esistono già, ma cercano qualcuno capace di dare forma alla loro storia. Nel capitolato informativo accade qualcosa di simile: le esigenze informative esistono prima del documento, ma devono trovare qualcuno capace di tradurle in requisiti e organizzarle in un capitolato che sia, prima di tutto, chiaro, coerente e verificabile. È questo il passaggio decisivo: un’esigenza deve essere esplicitata, trasformata in una richiesta precisa e accompagnata dalla definizione di come verificherai che sia stata soddisfatta. Ed è proprio qui che spesso qualcosa si perde. Non ba...
Capitolato informativo in cerca d’autore Un capitolato informativo può essere formalmente completo e, allo stesso tempo, non comunicare davvero che cosa la stazione appaltante ha bisogno di sapere. È da qui che nasce il titolo di questo articolo. Nei Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello i personaggi esistono già, ma cercano qualcuno capace di dare forma alla loro storia. Nel capitolato informativo accade qualcosa di simile: le esigenze informative esistono prima del documento, ma devono trovare qualcuno capace di tradurle in requisiti e organizzarle in un capitolato che sia, prima di tutto, chiaro, coerente e verificabile. È questo il passaggio decisivo: un’esigenza deve essere esplicitata, trasformata in una richiesta precisa e accompagnata dalla definizione di come verificherai che sia stata soddisfatta. Ed è proprio qui che spesso qualcosa si perde. Non ba...
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IN SINTESI Con la sentenza n. 06148/2026, pubblicata il 30 luglio 2026, il Consiglio di Stato (Sezione Quinta) ha confermato l’esclusione da una gara di appalto di servizi di ristorazione scolastica per offerta tecnica incompleta: l’operatore economico aggiudicatario aveva omesso, nel piano dei trasporti, l’indicazione di alcune strutture destinatarie del servizio pasti previste dal capitolato speciale d’appalto. Il Collegio ha ribadito che, quando la lex specialis richiede espressamente l’indicazione di determinate prestazioni nell’offerta tecnica, l’omissione non è sanabile tramite il generico impegno al rispetto del capitolato, e determina l’inammissibilità dell’offerta anche in presenza del principio del favor partecipationis. Il caso: la gara per la ristorazione scolastica e l’offerta tecnica contestata Nella vicenda es...
IN SINTESI Con la sentenza n. 06148/2026, pubblicata il 30 luglio 2026, il Consiglio di Stato (Sezione Quinta) ha confermato l’esclusione da una gara di appalto di servizi di ristorazione scolastica per offerta tecnica incompleta: l’operatore economico aggiudicatario aveva omesso, nel piano dei trasporti, l’indicazione di alcune strutture destinatarie del servizio pasti previste dal capitolato speciale d’appalto. Il Collegio ha ribadito che, quando la lex specialis richiede espressamente l’indicazione di determinate prestazioni nell’offerta tecnica, l’omissione non è sanabile tramite il generico impegno al rispetto del capitolato, e determina l’inammissibilità dell’offerta anche in presenza del principio del favor partecipationis. Il caso: la gara per la ristorazione scolastica e l’offerta tecnica contestata Nella vicenda es...
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IN SINTESI Con la sentenza 9 settembre 2026, n. 8, l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha chiarito i confini del rito super accelerato per l’accesso agli atti di gara previsto dall’articolo 36, comma 4, del D.Lgs. n. 36/2023. Il termine di 10 giorni per impugnare le decisioni sull’oscuramento delle offerte si applica solo se la stazione appaltante ha rispettato, contestualmente alla comunicazione digitale dell’aggiudicazione, gli obblighi informativi previsti dai commi 1, 2 e 3 dello stesso articolo. In caso di inosservanza sostanziale, torna applicabile il rito ordinario dell’accesso ex art. 116 c.p.a., con termine di 30 giorni. La Plenaria esclude inoltre che la pubblicazione dell’offerta oscurata equivalga a una decisione implicita: serve sempre un provvedimento espresso e motivato sulla richiesta di secretazione. Il nuovo sistema di ...
IN SINTESI Con la sentenza 9 settembre 2026, n. 8, l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha chiarito i confini del rito super accelerato per l’accesso agli atti di gara previsto dall’articolo 36, comma 4, del D.Lgs. n. 36/2023. Il termine di 10 giorni per impugnare le decisioni sull’oscuramento delle offerte si applica solo se la stazione appaltante ha rispettato, contestualmente alla comunicazione digitale dell’aggiudicazione, gli obblighi informativi previsti dai commi 1, 2 e 3 dello stesso articolo. In caso di inosservanza sostanziale, torna applicabile il rito ordinario dell’accesso ex art. 116 c.p.a., con termine di 30 giorni. La Plenaria esclude inoltre che la pubblicazione dell’offerta oscurata equivalga a una decisione implicita: serve sempre un provvedimento espresso e motivato sulla richiesta di secretazione. Il nuovo sistema di ...
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IN SINTESI Il TAR Lazio, Roma, Sez. I, con la sentenza 17 settembre 2026, n. 14991, ha stabilito che le comunicazioni relative alla verifica del possesso dei requisiti dell’aggiudicatario rientrano nel genus delle comunicazioni “relative all’aggiudicazione”. Ne consegue che, quando il disciplinare di gara riserva tali comunicazioni alla PEC inviata al domicilio digitale, la stazione appaltante non può limitarsi a caricare la richiesta di comprova requisiti sulla sola Area Comunicazioni della piattaforma di gara. Il principio si fonda sulla stretta strumentalità tra la verifica dei requisiti e la determinazione conclusiva di aggiudicazione, secondo lo schema procedimentale dell’art. 17, comma 5, del D.Lgs. 36/2023. Il caso: comprova dei requisiti inviata solo tramite Area Comunicazioni Nella vicenda esaminata dal TAR, la stazione appaltante, dopo aver for...
IN SINTESI Il TAR Lazio, Roma, Sez. I, con la sentenza 17 settembre 2026, n. 14991, ha stabilito che le comunicazioni relative alla verifica del possesso dei requisiti dell’aggiudicatario rientrano nel genus delle comunicazioni “relative all’aggiudicazione”. Ne consegue che, quando il disciplinare di gara riserva tali comunicazioni alla PEC inviata al domicilio digitale, la stazione appaltante non può limitarsi a caricare la richiesta di comprova requisiti sulla sola Area Comunicazioni della piattaforma di gara. Il principio si fonda sulla stretta strumentalità tra la verifica dei requisiti e la determinazione conclusiva di aggiudicazione, secondo lo schema procedimentale dell’art. 17, comma 5, del D.Lgs. 36/2023. Il caso: comprova dei requisiti inviata solo tramite Area Comunicazioni Nella vicenda esaminata dal TAR, la stazione appaltante, dopo aver for...
Dichiarazioni false in giudizio: non sempre esclusione gara
IN SINTESI Le dichiarazioni omesse o non veritiere rese in giudizio non comportano automaticamente l’esclusione da una gara pubblica. Lo ha ribadito il Tar Lombardia, Milano, Sez. IV, con la sentenza 16 settembre 2026, n. 4216: l’art. 98 del d.lgs. n. 36/2023 sanziona con l’esclusione solo la specifica fattispecie del comma 3, lett. b), ossia informazioni false o fuorvianti fornite in gara e idonee a influenzare in concreto le decisioni della stazione appaltante su esclusione, selezione o aggiudicazione. Al di fuori di questa ipotesi, la stazione appaltante non può procedere in automatico: deve valutare in concreto se la condotta incide sull’affidabilità e l’integrità dell’operatore economico, anche alla luce dell’art. 96, comma 14, del Codice. Il caso: dichiarazioni contestate in giudizio e richiesta di esclusione Nella vicenda decisa dal T...
IN SINTESI Le dichiarazioni omesse o non veritiere rese in giudizio non comportano automaticamente l’esclusione da una gara pubblica. Lo ha ribadito il Tar Lombardia, Milano, Sez. IV, con la sentenza 16 settembre 2026, n. 4216: l’art. 98 del d.lgs. n. 36/2023 sanziona con l’esclusione solo la specifica fattispecie del comma 3, lett. b), ossia informazioni false o fuorvianti fornite in gara e idonee a influenzare in concreto le decisioni della stazione appaltante su esclusione, selezione o aggiudicazione. Al di fuori di questa ipotesi, la stazione appaltante non può procedere in automatico: deve valutare in concreto se la condotta incide sull’affidabilità e l’integrità dell’operatore economico, anche alla luce dell’art. 96, comma 14, del Codice. Il caso: dichiarazioni contestate in giudizio e richiesta di esclusione Nella vicenda decisa dal T...
Dichiarazione di accessibilità: scadenza 23 settembre per tutte le PA
IN SINTESI Entro il 23 settembre 2026 tutte le pubbliche amministrazioni devono pubblicare o aggiornare, per ciascun sito web e applicazione mobile di cui sono titolari, la dichiarazione di accessibilità. La procedura si svolge tramite l’applicazione online di AgID (form.agid.gov.it), accessibile solo al Responsabile per la Transizione al Digitale con e-mail istituzionale censita su IPA. Per i siti già dichiarati negli anni precedenti è sufficiente confermare la pubblicazione dopo aver aggiornato i contenuti; per i siti nuovi occorre completare l’intera procedura e pubblicare il link generato dalla piattaforma nel footer del sito o nella sezione dedicata dell’app. Cosa prevede l’obbligo e chi deve adempiere L’obbligo di pubblicare e aggiornare annualmente la dichiarazione di accessibilità nasce dalla Legge 4/2004 (la cosiddetta Legge Stanca), come modi...
IN SINTESI Entro il 23 settembre 2026 tutte le pubbliche amministrazioni devono pubblicare o aggiornare, per ciascun sito web e applicazione mobile di cui sono titolari, la dichiarazione di accessibilità. La procedura si svolge tramite l’applicazione online di AgID (form.agid.gov.it), accessibile solo al Responsabile per la Transizione al Digitale con e-mail istituzionale censita su IPA. Per i siti già dichiarati negli anni precedenti è sufficiente confermare la pubblicazione dopo aver aggiornato i contenuti; per i siti nuovi occorre completare l’intera procedura e pubblicare il link generato dalla piattaforma nel footer del sito o nella sezione dedicata dell’app. Cosa prevede l’obbligo e chi deve adempiere L’obbligo di pubblicare e aggiornare annualmente la dichiarazione di accessibilità nasce dalla Legge 4/2004 (la cosiddetta Legge Stanca), come modi...
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IN SINTESI Con la sentenza n. 1713/2026, pubblicata il 23 luglio 2026, il TAR Piemonte (Sezione Seconda) ha stabilito che, in presenza di un malfunzionamento accertato della piattaforma telematica di e-procurement, la stazione appaltante è tenuta a disporre la proroga o la sospensione del termine di presentazione dell’offerta, ai sensi dell’art. 25, comma 2, del d.lgs. n. 36/2023. Il Collegio ha escluso che l’operatore economico, il quale abbia iniziato il caricamento con congruo anticipo rispetto alla scadenza e abbia tempestivamente segnalato il problema, possa vedersi opporre il principio di autoresponsabilità. È stato inoltre chiarito che il coordinamento tra stazione appaltante e gestore della piattaforma non può essere demandato al concorrente. Il ricorso è stato accolto con annullamento dei provvedimenti che avevano negato la proroga. Il caso: errore di si...
IN SINTESI Con la sentenza n. 1713/2026, pubblicata il 23 luglio 2026, il TAR Piemonte (Sezione Seconda) ha stabilito che, in presenza di un malfunzionamento accertato della piattaforma telematica di e-procurement, la stazione appaltante è tenuta a disporre la proroga o la sospensione del termine di presentazione dell’offerta, ai sensi dell’art. 25, comma 2, del d.lgs. n. 36/2023. Il Collegio ha escluso che l’operatore economico, il quale abbia iniziato il caricamento con congruo anticipo rispetto alla scadenza e abbia tempestivamente segnalato il problema, possa vedersi opporre il principio di autoresponsabilità. È stato inoltre chiarito che il coordinamento tra stazione appaltante e gestore della piattaforma non può essere demandato al concorrente. Il ricorso è stato accolto con annullamento dei provvedimenti che avevano negato la proroga. Il caso: errore di si...
L’avviso esplorativo per manifestazione di interesse non vincola la PA
IN SINTESI L’avviso esplorativo per manifestazione di interesse non vincola la pubblica amministrazione e non fa sorgere alcun diritto in capo agli operatori economici che vi rispondono. Lo ha ribadito il Consiglio di Stato, Sez. V, con la sentenza 15 settembre 2026, n. 6902, qualificando l’avviso come atto pre-negoziale e strumentale, con la sola funzione di individuare gli operatori da invitare a una successiva procedura. Fino a quando l’amministrazione non manifesta formalmente la volontà di concludere un accordo, resta libera di modificare, sospendere o abbandonare l’iniziativa, anche dopo aver raccolto le manifestazioni di interesse. Per RUP e operatori economici questo significa che rispondere a un avviso esplorativo non crea né un obbligo di prosecuzione per la PA né un’aspettativa tutelabile per il privato. Il caso deciso dal Consiglio di Stato ...
IN SINTESI L’avviso esplorativo per manifestazione di interesse non vincola la pubblica amministrazione e non fa sorgere alcun diritto in capo agli operatori economici che vi rispondono. Lo ha ribadito il Consiglio di Stato, Sez. V, con la sentenza 15 settembre 2026, n. 6902, qualificando l’avviso come atto pre-negoziale e strumentale, con la sola funzione di individuare gli operatori da invitare a una successiva procedura. Fino a quando l’amministrazione non manifesta formalmente la volontà di concludere un accordo, resta libera di modificare, sospendere o abbandonare l’iniziativa, anche dopo aver raccolto le manifestazioni di interesse. Per RUP e operatori economici questo significa che rispondere a un avviso esplorativo non crea né un obbligo di prosecuzione per la PA né un’aspettativa tutelabile per il privato. Il caso deciso dal Consiglio di Stato ...
Sospensione anticipazione lavori pubblici: le regole della legge 152/2026
IN SINTESI La sospensione dell’anticipazione nei lavori pubblici è ora possibile grazie all’articolo 1-bis della legge 7 agosto 2026, n. 152, che ha convertito con modificazioni il decreto-legge 26 giugno 2026, n. 107 (cosiddetto “Decreto Infrastrutture”). La norma consente alle stazioni appaltanti, su richiesta dell’appaltatore, di sospendere temporaneamente il recupero dell’anticipazione del prezzo previsto dall’articolo 125 del Codice dei contratti pubblici, per i contratti di lavori in corso di esecuzione. La sospensione opera nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente e comunque non oltre il 31 dicembre 2026, e non si applica agli interventi finanziati, anche solo in parte, con risorse del PNRR. La legge di conversione è entrata in vigore il 21 agosto 2026. Cosa cambia con l’articolo 1-bis della legge 152/2026 La l...
IN SINTESI La sospensione dell’anticipazione nei lavori pubblici è ora possibile grazie all’articolo 1-bis della legge 7 agosto 2026, n. 152, che ha convertito con modificazioni il decreto-legge 26 giugno 2026, n. 107 (cosiddetto “Decreto Infrastrutture”). La norma consente alle stazioni appaltanti, su richiesta dell’appaltatore, di sospendere temporaneamente il recupero dell’anticipazione del prezzo previsto dall’articolo 125 del Codice dei contratti pubblici, per i contratti di lavori in corso di esecuzione. La sospensione opera nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente e comunque non oltre il 31 dicembre 2026, e non si applica agli interventi finanziati, anche solo in parte, con risorse del PNRR. La legge di conversione è entrata in vigore il 21 agosto 2026. Cosa cambia con l’articolo 1-bis della legge 152/2026 La l...
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IN SINTESI Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 6874/2026 della Sezione VII, conferma che il superminimo non può, di regola, sostituire l’equivalenza delle tutele tra CCNL negli appalti pubblici. Le differenze retributive tra contratti collettivi diversi non possono essere automaticamente colmate da un impegno economico assunto unilateralmente dall’operatore economico, perché l’equivalenza delle tutele prevista dall’art. 11 del d.lgs. 36/2023 deve essere verificata principalmente attraverso il confronto tra i contratti collettivi. La pronuncia, tuttavia, lascia aperti margini di riflessione sul possibile rilievo di impegni retributivi extra-contrattuali quando siano chiaramente individuabili, giuridicamente vincolanti, verificabili e trasparenti. Il principio consolidato: l’equivalenza si misura tra contratti collettivi, non con impegni individuali ...
IN SINTESI Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 6874/2026 della Sezione VII, conferma che il superminimo non può, di regola, sostituire l’equivalenza delle tutele tra CCNL negli appalti pubblici. Le differenze retributive tra contratti collettivi diversi non possono essere automaticamente colmate da un impegno economico assunto unilateralmente dall’operatore economico, perché l’equivalenza delle tutele prevista dall’art. 11 del d.lgs. 36/2023 deve essere verificata principalmente attraverso il confronto tra i contratti collettivi. La pronuncia, tuttavia, lascia aperti margini di riflessione sul possibile rilievo di impegni retributivi extra-contrattuali quando siano chiaramente individuabili, giuridicamente vincolanti, verificabili e trasparenti. Il principio consolidato: l’equivalenza si misura tra contratti collettivi, non con impegni individuali ...